RACCONTO LA STORIA

FRATE VENTO L'AMICO 3/2012

GOD IS LOVE LIGHT BEAUTY

La prima volta che nel ministero di predicazione ho utilizzato queste parole, come paradigma di un nuovo linguaggio per la Nuova Evangelizzazione è stato a Houston, nella parrocchia di Our lady of St. John of the lake. Le ho usate in inglese, il 4 giugno scorso, durante la "tredicina" di sant'Antonio di Padova, di fronte al più giovane gruppo di preghiera di Padre Pio degli U. S. A., appena sei mesi, il primo in questa immensa città, capitale del Texas.

Tradotte in italiano le parole del titolo suonano immediatamente familiari ai miei lettori: Dio è amore, luce, bellezza.

E' l'apostolo Giovanni a dire con la sua dolce fermezza che Dio è amore. Questo amore invisibile, perché "Dio nessuno l'ha mai visto" (Gv 1,18), si è rivelato in Cristo, il Verbo incarnato, la Luce che splende nelle tenebre. Gesù dice: "Io sono la luce del mondo" (Gv 8,12). In questa luce abbiamo compreso che "chi ha visto Gesù ha visto il Padre" (cfr. Gv 14,9). La stessa luce, dall'esplosione di fuoco e respiro di Pentecoste (cosa è il vento impetuoso se non il ruah Javhè? Il soffio vitale di Dio che crea e ricrea il mondo?) si manifesta ai nostri occhi nei segni della Liturgia. La liturgia del fuoco è la prima nella madre di tutte le veglie, la notte di Pasqua. Nel fuoco percepiamo il volto della Chiesa che canta con la bocca della Maddalena "Esulti il coro degli angeli [...] il Signore della vita era morto, ma ora vivo trionfa". Nella luce e nel canto si festeggiano le acque della vita, da cui traggono respiro e vita i nuovi figli della luce, i neo battezzati; con essi la sposa - Chiesa si accosta a bere il sangue che esce dal costato dello Sposo e fluisce nel calice; il pane, frutto della terra acquista tutto il suo sapore salvifico.

Dio è amore, luce, bellezza. Perché è bellezza? Leggiamo il Cantico dei Cantici, le parole della sposa allo sposo, stiamo con Mosè dinanzi al roveto ardente a contemplare il mistero che si rivela in luce (cfr. Es 3,14 ss.), inginocchiamoci con Maria di Magdala ad abbracciare i piedi del Signore risorto, mentre i fringuelli circondano di armonie di vita il giardino. Come si può non ripetere all'infinito: "Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia"? (Sal 44,3). Per questo Francesco nostro cantava le Lodi di Dio Altissimo, ripetendo più volte: "Tu sei bellezza"!

La bellezza di Dio si manifesta nei segni pasquali della Liturgia, si fa storia nella vita di coloro che si lasciano pervadere da questi segni e dalla sua Parola vivente. La vita di Francesco e Chiara, quella di Antonio di Padova e Padre Pio, di Veronica Giuliani, clarissa stimmatizzata, costituiscono un unico luminoso poema. Ogni santo è "un raggio dell'unico sole" (John Donne). La bellezza di Cristo in Francesco e Padre Pio si è fatta arte visibile, contemplabile, toccabile nei mosaici di Marko Ivan Rupnik nella chiesa inferiore di San Giovanni Rotondo.

Ricordo come fosse ieri le parole di Benedetto XVI al maestro gesuita, illuminate dal suo franco sorriso: "Questa sua opera è non solo un capolavoro di arte, ma costituisce una lezione di Teologia magistrale". Questa lezione va esplicitata con didattica evangelica ai pellegrini che arrivano a San Giovanni Rotondo, esortandoli a rallentare il passo, a rileggere il loro battesimo, a trovare il proprio cammino dietro Cristo, come Francesco e Pio hanno trovato il loro.

Questa bellezza d'arte, tuttavia, deve essere esportata. Ci sono sei miliardi di persone nel mondo, ben più dei sette - otto milioni di pellegrini che arrivano sul Gargano. Tutti hanno diritto di ascoltare la Parola del Vangelo, molti troverebbero avvincente un linguaggio catechetico che presenti i mosaici di Rupnik. La bellezza delle scene avvolge, la parola del predicatore commenta con leggerezza. Il linguaggio può e deve essere differente secondo gli ascoltatori e la situazione concreta.

L'Ordine di Francesco s'interroga ancora sulla sua identità, per ridefinirla nel tempo del Concilio. Il prossimo Capitolo generale dei Frati Minori Cappuccini limerà ancora i congiuntivi delle Costituzioni. Ma è nella Missione che i francescani comprendono al meglio la loro natura. I sospiri dello Spirito, i suoi "gemiti inesprimibili" nel momento dell'annuncio e dell'ascolto sono infinitamente più importanti delle nostre autodefinizioni.

Il 5 giugno, sempre a Houston, città piena di sudamericani, la lezione è stata: Dios es amor, luz, belleza. Le immagini della rampa, quelle della cripta parlano tutte le lingue. La catechesi termina con i particolari del costato. Quella ferita in cui è stato inserito simbolicamente il corpo di San Pio.

La prossima assemblea generale del Sinodo dei Vescovi si occuperà della Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Si occuperà dei linguaggi nuovi per esprimere il Vangelo di sempre. Qui a Houston abbiamo cominciato... semplicemente, con americani, ispanici ... assetati di Cristo. Perché è la bellezza che salverà il mondo (Dostoevskij).

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(Fonte: Antonio Belpiede, L'AMICO DEL TERZIARIO)