"Sono venuto a portare il fuoco sulla terra,
e come vorrei che fosse già acceso." (Luca 12,49)

Sotto i cieli del mondo

I diari di viaggio di Frate Antonio Belpiede.
In allestimento

Ultimo giorno a Parigi
Il mio consueto mese di studio si è ridotto a venti giorni a causa dei numerosi impegni. La metà di questo tempo è stata bruciata dallo sciopero dei trasporti. “Sono pazzi questi francesi”, dico parafrasando Obelix, l’amico erculeo di Asterix. Uno sciopero che si prolunga tanto, che non ha nessuna regolamentazione, né garantisce i servizi essenziali diventa un danno troppo grave per i tanti lavoratori, per i cittadini e i turisti. Indietro su molti fronti rispetto alla Francia, cominciando dai trasporti, l’Italia si è dotata di una legge migliore, che tiene presente l’interesse comune più che questo “corporativismo” che si auto qualifica “di sinistra”.
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Diario africano 2010
Arrivo col volo Air France n. 880. Lo sciopero dei controllori di volo a Parigi ha ritardato sia il volo da Roma che questo. Anziché alle 5.35 siamo arrivati alle 7.15.
All’aeroporto un’accoglienza insolita. Noto dall’oblò una fila di uomini vestiti di scuro e molti militari. Il mio vicino mi spiega che nel nostro aereo abbiamo portato la salma dell’ex presidente centrafricano Kolimba da Parigi. Di lì a pochi istanti, prima di lasciarci scendere, il portellone accanto all’ala si apre e ne viene estratta la bara sigillata. Non so nulla di questo signore, di cui non colgo nemmeno il nome. E tuttavia il pensiero maligno mi assale. Molti politici africani, con o senza golpe subìto, vanno a spassarsela in esilio dorato a Parigi … poi tornano da morti, magari per alimentare un po’ di retorica politica e patriottica a vantaggio dei successori.
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Carnet Parisien 2010
Arrivo al Terminal 1. Prendo i bagagli, raggiungo lo shuttle che collega i vari terminali e i parcheggi. Scendo al Terminal 2. Non so se, dopo due anni, il mio pass “Navigo” sia ancora valido. Lo chiedo ad una signorina sorridente allo sportello delle ferrovie. “Bien sur”, mi risponde con un sorriso. Non ricordo se posso fare un abbonamento settimanale o solo mensile. Altro sorriso. Posso modulare la mia tessera come voglio. Rinnovo l’abbonamento per una settimana, ne farò un altro per la prossima, prima del ritorno. Pago 18 Euro e 35 centesimi. Per una settimana posso salire e scendere da tutti i mezzi che voglio: bus, tram, metropolitana e RER, la ferrovia veloce che scorre sotto la rete metropolitana. E’ un’offerta enorme. Vuol dire spostarsi velocemente, poter vedere più musei, poter sedersi a più bar e guardare cento piazze anziché dieci. Sulla tessera, contenuta in un robusto plexiglass trasparente, c’è la mia faccia, c’è il mio nome. Quella tessere dice che le parole “Unione Europea”, che sormontano lo stemma e il titolo della nostra Repubblica, hanno un senso. Antonio Belpiede a Paris tu sei europeo. Tu, europeo, a Paris sei parigino. Vieni per due settimane dopo due anni? Sei parigino per due settimane. Vieni per tre mesi? Lo sei per tre mesi. Vai? Vieni? Viaggi? Torni? Vous etes le bienvenu, monsieur Belpiede. Toujours!
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Taccuino francese:
Dal cammino verso Gerusalemme al “Parcours Alpha”
Il 16 gennaio 1988, uscendo di sabato dal suo parrucchiere a Parigi, Henri si rese conto che gli mancava qualcosa. Marito felice, padre di quattro figli, capitano d’impresa, proprietario d’industrie grafiche. Non dice cosa gli successe quel sabato mattina. Ha ben compreso che “bisogna conservare il segreto del re”. Ammette che non si sentiva come il figliol prodigo, ma piuttosto come Zaccheo, un uomo arrivato, senza bisogni. Eppure quel mattino si trovò sull’albero a vedere Gesù che passava, si rese conto che non andava a Messa da oltre 25 anni, da quando si era allontanato, diciassettenne, dalla chiesa. Dopo qualche giorno si trovò a Messa la domenica, e poi ogni domenica. Non aveva detto nulla a Brigitte, sua moglie, ma una domenica, a Notre Dame se la trovò accanto, silenziosa e presente, che rispondeva alla Messa come se nulla fosse. E insieme cominciarono un nuovo cammino cristiano, come coppia, come famiglia.
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Taccuino francese:
Italiani a Parigi
“Un italiano a Parigi” come titolo avrebbe troppo imitato uno stile “musical yankee”. Il plurale è meglio per diversi motivi, legati sia alla storia che all’attualità.
La storia può cominciare “ubicumque” – “dovunque”, giusto per citare un motu proprio di Benedetto XVI, che il 21 settembre scorso, festa dell’evangelista Matteo, ha istituito il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione delle nazioni di antica tradizione cristiana. Ubicumque et semper, dovunque e sempre … bisogna annunciare il Vangelo, questo è il senso del titolo del documento. Dovunque e sempre, ci sia lecita l’analogia, si può cominciare in Parigi la storia degli italiani e della loro relazione con questa città.
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Taccuino francese:
Tra Montparnasse e Montecitorio
L’aeroporto Charles De Gaulle a Roissy, sembra uno scalo scandinavo o canadese. Socchiudendo gli occhi sulle piste innevate, dai venti gradi perenni delle sale aeroportuali, mi sembra di entrare in un quadro di Claude Monet. L’atmosfera è soffusa. Il mio inconscio più prossimo alla coscienza spinge a galla Jingle bells, ma subito vince il mio superio cristiano con Adeste fideles. Tanto c’è tempo di canticchiare arie natalizie.
Sull’airbus Swiss Air il comandante ci dice che attendiamo ordini dalla torre di controllo. Gli spazzaneve possenti avanzano nel paesaggio lunare senza tregua, sgombrano le piste per farci partire. Le difficoltà tecniche sono evidenti. Il comandante svizzero chiede scusa, spiega che dobbiamo fare un rifornimento supplementare perché ci hanno assegnato una rotta più lunga per Zurigo. Partiamo infine, con cento minuti di ritardo. Temo per la mia coincidenza. Non ci sono altri aerei per Bari. Chiedo informazioni in inglese alla hostess, in francese, ma stringe le spalle.
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Capodanno di Puglia
La Puglia non è una regione, la Puglia è una “terra di mezzo”. La descrizione amministrativa, il necessario inquadramento burocratico tra le venti regioni italiane le stanno stretti. Il Friuli, il Trentino, la Val d’Aosta, non sono isole come Sicilia e Sardegna, ma sono ugualmente disciplinate come Regioni a Statuto speciale per serie ragioni storiche e politiche. La Puglia risulta regione ordinaria, come altre quattordici. Ma se si percorrono le sue coste, se ci si lascia illuminare dal sole che sorge ad Est e che al mattino abbaglia sulla A 14 Adriatica chi scende da Foggia a Bari, se dalla punta dell’Isola di San Nicola a Tremiti ad Otranto o dal Capo di Leuca si respira l’aria frizzante, ci si trova immersi tra storia e inconscio in un abbraccio straordinario tra Occidente e Oriente.
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